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Agriturismi: La Quercia BioAgriturismo, Atri

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Zanzara

Con l’estate, ecco che puntuali arrivano anche le zanzare… E per non farci pungere, proponiamo una lozione spray ecologica, pratica e fresca, da preparare in pochi minuti, ma da non usare sui bambini, perché contiene troppi oli essenziali.

Gli ingredienti:
- 70 g di acqua distillata
- 20 g di alcool
- 10 g di glicerina vegetale (si trova in farmacia)
- 60 gocce di oli essenziali a scelta tra quelli indicati in seguito

Procedimento:
Pesate l’acqua e aggiungete la glicerina. A parte, pesate l’alcool Buongusto (quello che si usa per preparare i liquori) e unite venti gocce di olio essenziale di citronella. Per le rimanenti quaranta gocce, scegliete due tra questi oli essenziali: geranio, lavanda, menta, limone, melissa, tea tree, eucalipto. Unite la miscela di alcool e oli essenziali con quella di acqua e glicerina, mescolate e travasate il tutto in un flacone munito di pompetta spray.

Perché questi ingredienti: l’alcool serve a solubilizzare gli oli essenziali e conservare la lozione; la glicerina è idratante e tampona l’effetto disidratante dell’alcool; gli oli essenziali indicati servono a tenere lontane le zanzare.

Come si usa: spruzzate e massaggiate lo spray sulle parti del corpo esposte.

Se nonostante lo spray venite punti ugualmente, applicate una goccia di olio essenziale di lavanda direttamente sulla puntura e in pochi minuti spariranno rossore e prurito.

Per tenere lontane le zanzare in casa invece basta inserire nel diffusore qualche goccia di olio essenziale di citronella; per mosche e moscerini usate invece l’olio essenziale di eucalipto.

Fonte: http://www.greenme.it/spazi-verdi/cosmesi-tascabile/939-spray-anti-zanzare-ecologico-fai-da-te

Ma che bel posticino ho trovato…

… E’ davvero comodo qui …

… E’ talmente comodo che …

…… z … z…….. z ……….. z … zzzz …… zzzzzzzzzzzzz ….. zzzzzzz ……. zzz …… zzzzzzzzzz ………

Micini appena nati

Micini appena nati

Nuovi fiocchi celesti e rosa a maggio, nel nostro BioAgriturismo.

Eccoli, i nuovi piccoli abitanti della nostra azienda! Quattro meravigliosi micini allattati con tanto affetto e dolcezza dalla loro giovane mamma, tanto piccola, quanto prolifera…

A seguito di un eccezionale studio effettuato da un gruppo di scienziati dell’Università di Utrecht, sulla situazione globale delle falde acquifere sotterranee, un comunicato stampa dell’American Geophysical Union ci informa che stiamo esaurendo velocemente le riserve d’acqua dolce del nostro Pianeta e che le falde sotterranee d’acqua si svuotano ad un ritmo sempre più rapido.

A causa dello smoderato consumo, stiamo prosciugando le falde d’acqua sempre più in fretta: nessuno sa quanta acqua esista sottoterra e fino a quando potremo continuare a sfruttarla con questi ritmi; sta di fatto che l’acqua estratta dal sottosuolo prima o poi finisce in mare, facendone aumentare il livello di 0,8 millimetri l’anno, cifra esorbitante se si pensa che mari ed oceani coprono circa il 70% della superficie terrestre.

Le riserve di acqua dolce non sono illimitate, così come si è portati a pensare. L’acqua delle falde sotterranee copre circa il 30% delle riserve d’acqua dolce possedute dalla Terra. Le acque dei fiumi e dei laghi,  oltre ad essere purtroppo il più delle volte inquinate, rappresentano solo l’1%. Il resto è nei ghiacciai e nelle calotte polari: praticamente impossibile da sfruttare.

Anche se le falde acquifere si riempiono continuamente grazie alla pioggia e alla neve che filtrano dalla superficie, questo fenomeno avviene con ritmi molto più lenti rispetto all’estrazione. Il risultato è che ogni anno le falde del pianeta si impoveriscono di un volume d’acqua pari a 283 chilometri cubi.

Le acque di falda, oltre ad essere ovviamente essenziali per la vita e l’agricoltura, inoltre alimentano ruscelli, paludi e fiumi ed impediscono il fenomeno della subsidenza (abbassamento del livello del suolo) e la risalita delle acque salate dei mari. Pertanto il nostro invito non può che essere quello di moderare il consumo di acqua dolce, anche nelle abituali attività quotidiane, alla luce di un comportamento più consapevole e rispettoso della natura, nella certezza che ognuno di noi ha un ruolo fondamentale nella salvaguardia della salute del nostro Pianeta.

Fonti tratte da: http://campagnolaintransizione.wordpress.com/

Altre informazioni:

http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?item=/documenti/comunicati/comunicato_0278.html&lang=it

 

Amaranto

E’ la natura stessa a rigettare le coltivazioni OGM. Sarà l’amaranto, una pianta conosciuta fin dall’antichità, a contrastare l’operato di Monsanto. L’amaranto, il tesoro degli Inca, uno pseudo-cereale alla base dell’alimentazione delle popolazioni centro-americane fin da tempi precolombiani, si è rivelato il protagonista di una vera e propria crociata naturale contro le coltivazioni OGM di Monsanto, sulla base di quanto comunicato da parte di Asociacion Civil Develar.

L’amaranto, erba sacra agli Inca ed agli Aztechi, sarebbe diventato un incubo per Monsanto, per via della sua capacità di invadere i campi coltivati con l’impiego di sementi di soia OGM. Il tutto ebbe inizio nel 2004, quando un agricoltore di Atlanta si rese conto di come l’amaranto (potenzialmente, una pianta infestante) riuscisse a resistere al potente erbicida Roundup e ad invadere le coltivazioni di soia OGM.

Da una parte, l’amaranto viene dunque ritenuto alla stregua di una fastidiosa pianta infestante da parte di coloro che si occupano della coltivazione utilizzando sementi OGM, mentre dall’altra parte, l’amaranto può essere considerato un alimento ricco di nutrienti, un prezioso cibo per il futuro a cui fare ricorso, considerando come positiva la sua naturale resistenza ad uno degli erbicidi più nocivi. L’amaranto, rispetto alla soia, presenterebbe un maggiore contenuto proteico e vitaminico, con particolare riferimento alla vitamina A ed alla vitamina C.

L’amaranto, alimento naturale e ricco di nutrienti a tutti gli effetti, non soltanto sarebbe risultato resistente a Roundup, ma sarebbe in grado di crescere, data la sua robustezza, anche in caso di clima avverso, senza essere colpito da malattie o da insetti, non rendendo dunque necessario il ricorso a pesticidi per la sua coltivazione. In un mondo che ruota alla rovescia, si sprecano risorse economiche e naturali per la creazione di sementi resistenti alle avversità, quando esse esistono già in natura e potrebbero rappresentare una soluzione a cui ricorrere facilmente per ottenere raccolti produttivi senza la necessità di impiegare diserbanti e pesticidi.

Fonte da greenMe.it: http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/10442-amaranto-contro-ogm